Necat İşler – Attore
Io interpreto Yusuf. Viene da un piccolo paese ma vive da anni a Istanbul. Ha pubblicato una raccolta di poesie ma non ha gran successo come poeta. Quando sua madre muore, torna nel paese natale ma si rende conto di essersene ormai distaccato e cerca di affrontare la cosa. Questa è la trama. Semih è un artista più che un semplice regista. Conosco molti registi ma questa è per me un’esperienza diversa rispetto alle precedenti. C’è una nuova generazione di cineasti turchi, come Nuri Bilge (Ceylan), Zeki (Demirkubuz) e Semih (Kaplanoglu), che preferiscono lavorare con attori non professionisti. Da attore professionista, penso che sia ora di sbarazzarsi dell’idea che bisogna per forza avvicinarsi alla normalità. Questo era il mio obiettivo quando ho accettato il ruolo e spero di averlo raggiunto. Parlando di cinema europeo... ho lavorato con un regista bulgaro e con Fatih Akin. La grande differenza è che a mezzogiorno in punto c’è la pausa pranzo e alle 17 la giornata è finita, si lavora otto ore al giorno. Se avanza qualcosa da fare, si rimanda all’indomani. Sono molto chiari su questo. La mattina, annunciando il programma della giornata, sanno esattamente quanti metri di pellicola gireranno quel giorno. Tutto è sorprendentemente prestabilito. La troupe è composta da nove persone e due attori, undici persone in tutto. La cosa interessante è che con una troupe da film studentesco, siamo riusciti a fare un lungometraggio. E questo mi piace.
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